Mignestre misturade: quando la tradizione è mantenere l’innovazione

Mignestre misturade - Trattoria da Toni
Mignestre misturade – Trattoria da Toni

Dare un contributo concreto sia al recupero sia alla rilettura di prodotti agricoli del territorio: è questo l’obiettivo degli chef appartenenti al Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. Venti stelle dell’alta ristorazione con un unico denominatore: rispettare le radici della nostra storia culinaria alla quale si ispirano per trasformare in cibo i prodotti che anticamente avevano solo il compito di nutrire ed ai quali l’arte della cucina ha aggiunto l’ingrediente del piacere, prezioso in quanto “nutre” l’anima. Se vogliamo che la nostra storia ci aiuti ad interpretare il presente e portarci nel futuro, è necessario pensare alle radici come alimento della nostra vita; è un pendolo, un’osmosi tra presente e passato.

Viviamo dunque in un mondo attuale e saporito che trae origine da un passato che non c’è più, ma che vive con i gusti e le capacità di oggi, ereditate dai saggi insegnamenti di chi quei piatti li preparava per necessità. Alla Trattoria da Toni, a Gradiscutta di Varmo, la cucina di recupero incontra l’arte del saper innovare a tavola nella “mignestre misturade”, una zuppa ricca di ortaggi, legumi e carni racchiusa in un gustoso scrigno di pane. Un piatto della tradizione che oggi viene gustato in occasioni speciali, ben lontano dalle abitudini e usanze del passato.  Il termine “minestra”, infatti, deriva dal verbo “ministrare” (somministrare, porgere) ed è dalla sua radice che ne emerge il significato intrinseco più evidente: la minestra, o il brodo, venivano un tempo somministrati per “confortare”, per ristorare dopo le fatiche del lavoro o per dare sollievo e nutrimento a un malato. Una visione ben lontana dal mondo attuale dove questo piatto è diventato vero  e proprio comfort food, un vizio irrinunciabile per gourmet doc.